Agnocasto : Il tuo alleato per la sindrome premestruale!

Perchè nella sindrome premestruale? L’agnocasto il cui nome scientifico è Vitus agnus-castus – è un albero che , sin dall’antichità, è stato definito “ della castità”; il motivo di tale appellativo è dato dal fatto che la tintura delle sue bacche ( frutto dell’albero ) veniva utilizza dai monaci per ridurre la libido e reprimere i loro impulsi sessuali. Le sue bacche – che presentano un sapore definito pungente – contengono una svariata e diversa composizione di metaboliti secondari: su tutti flavonoidi, terpenodi e alcaloidi.

Una premessa, prima di iniziare a parlare – o meglio, scrivere. Fitoterapia non è sinonimo di omeopatia. Se nella prima, troviamo un meccanismo di azione noto dato da una o più molecole in sinergia,  nel secondo abbiamo pressoché…niente.

A parte per l’utilizzo sopra descritto e la parentesi botanica,  la ragione per cui l’agnocasto viene investigato in letteratura è il suo effetto contro la sindrome premestruale e/o sintomi dati dalla menopausa; molte donne che lamentano una PMS accentuata ( sindrome pre mestruale ) presentano dei livelli ematici elevati di prolattina ( definita iperprolattinemia ) e ciò che è stato visto fare all’agnocasto è proprio un’inibizione di secrezione di questo ormone per via della sua attività dopaminergica ( attività mimetica dell’ormone dopamina ). Tra la classe di molecole presenti, quella che pare esplicare questa azione sono i diterpeni ( i terpeni derivano dalla condensazione di più unita isopreniche)

Capito il meccanismo di azione, cosa ci dice la letteratura scientifica in merito?

Come abbiamo già detto, l’ utilizzo dell’agnocasto è raccomandato nei casi di sindrome premestruale – uno dei sintomi per il quale è maggiormente indicato è la mastodinia, nonchè il dolore tipico al seno. Circa 11 studi clinici randomizzati – che valutavano una sintomatologia generale – hanno mostrato discreti risultati, anche se era presente un certa BIAS da tenere in considerazione. Per quanto riguarda il dolore al seno, invece, esso pare possa migliorare con un suo utilizzo – dato basato su circa 5 studi clinici.

Per quanto riguarda altri sintomi, quali emicrania, ansia, crampi, depressione, insonnia, irritabilità, fatica, sono presenti pochi studi e – di conseguenza – pochissime evidenze che possano dare un supporto scientifico.

Utilizzare l’agnocasto: sì o no? Dipende.

Condurre una vita sana , fare sport e alimentarsi correttamente sono delle pratiche che potranno aiutarvi con la vostra PMS – e questo, suppur scontato, va detto e ricordato, dal momento che non c’è integratore miracoloso che possa agire , in positivo, senza questi capisaldi; comunque, come detto precedentemente, questo fitoterapico rimane, ad oggi, il più promettente e con un notevole effetto positivo – ovviamente, maggiori saranno gli studi che verranno pubblicati, maggiori saranno le possibilità di avere delle ulteriori conferme. Inoltre, una supplementazione di minerali e vitamine, come calcio e magnesio, oppure Vit D e B6 – in donne che presentano una carenza -, associata all’agnocasto, potrebbe rappresentare… un’ottima soluzione.

Fatemi sapere!

Alla prossima,

Gabriele Sirsi.